Marketplace Vs App Store: mercati a confronto – Riflessioni

0

Posted by NewsWilder | Posted in iphone, iPod touch e iPad | Posted on 18-12-2011

Tag:, , , , , ,

E venne il giorno! Già, quello in cui paragonare un veterano, ad un neonato! Davide contro Golia? No di certo. Anche se App Store ed Apple hanno davvero il predominio assoluto sul mercato dei giochi per smartphone, dall’altra parte abbiamo comunque un colosso. Apple Vs Microsoft dunque, ma soprattutto App Store Vs Marketplace. Da qualche giorno, non chiedetemi il perché, ho avuto modo di testare con frequenza, e anche con qualche sorpresa, il Marketplace Microsoft per quel che riguarda il versante del mobile gaming. Parto subito da una premessa forse banale, ma necessaria: attualmente considero App Store e l’iPhone come le principali piattaforme di riferimento per quanto concerne il gioco su smartphone. Fatta questa debita premessa, però, vorrei porre l’accento su quanto di bello ho visto su Marketplace, mancante su App Store e in generale su iOS.

La prova gratuita

La prima cosa che salta all’occhio su Marketplace è la possibilità di provare tutti i giochi (ma anche le applicazioni) gratuitamente. Ogni qual volta si accede al Marketplace e si clicca su un prodotto, avremo a disposizione il tasto “prova”. Come ben saprete, invece, in App Store questo non è possibile. E’ vero, moltissime applicazioni vengono rilasciate anche in versione “lite”, ma non tutte. Non ho ancora trovato gioco/applicazione su Marketplace, che non fosse testabile gratuitamente. Insomma, continuo a preferire iPhone e App Store come piattaforma di gioco, ma questa caratteristiche è certamente a favore dei Windows Phone…

Qualità Vs Quantità

Non voglio sminuire davvero il lavoro di nessuno, e non sarei in grado nemmeno di programmare qualcosa di simile al primordiale pong, ma App Store diventa sempre più teatro di prodotti mediocri, che sinceramente non valgono nemmeno i 0,79€ richiesti. Con il tempo, infatti, quella che è stata sempre elogiata (compreso dal sottoscritto) come la qualità principale di Apple, ossia la facilità di accesso ad App Store, si sta trasformando in un handicap. Il Marketplace, invece, è ancora un mercato molto più ristretto. Non che sia esente da prodotti davvero mediocri, ma in via di approssimazione, i prodotti validi sono ancora più numerosi, se paragonati alle percentuali di App Store. Se sul mercato digitale Apple, su 10 prodotti, solo uno è davvero meritevole di attenzione, sul Marketplace, uno su tre è quello giusto. Si tratta di percentuali appena inventate dal sottoscritto, ma l’impressione che ho avuto è proprio questa. Inoltre, Microsoft integra alcuni titoli con la dicitura Xbox Live. Per questi prodotti taggati (passatemi il termine) “Xbox Live”, la percentuale di prodotti validi si innalza a 2 su 3.

Titoli “first party”

Molti dei titoli “xbox live” si ritrovano anche su App Store, ad eccezione di quelli sviluppati direttamente dal team Microsoft Game Studios. La riflessione è d’obbligo: Microsoft ha studi interni che producono giochi first party per i propri dispositivi, Apple no. Questo va sicuramente ad appannaggio dei terminali windows, anche perché molti di questi titoli sono ripresi direttamente dalla controparte Xbox Live. Il gioco “ilomilo” ne è solo un esempio! Ultimamente, però, Microsoft ha iniziato a rilasciate giochi anche su App Store, come il recente kinectimals. Non voglio, e non posso, di certo contestare una strategia di mercato di questo colosso, ma a sommesso parere di chi scrive, i titoli first party potrebbero, in un lontano futuro, fare la differenza. Anche in questo caso, lasciatemi autoquotarmi, “continuo a preferire iPhone e App Store come piattaforma di gioco, ma questa caratteristiche è certamente a favore dei Windows Phone…

Prezzi

Altro spunto di riflessione: i prezzi. Ad eccezione di qualche sporadico titolo con costo identico, tutto quello che bazzica sul Marketplace è più costoso. Solo un esempio a titolo esemplificativo: gravity guy in App Store costa 0,79€, sul Marketplace 2,99€. Ma al di là dei prodotti identici, in generale i giochi presenti su WP7 costano di più. Diciamo che la fascia dei 0,79€ non esiste sui sistemi Windows. E’ chiaro, questo è un punto a favore dell’App Store e di Apple, ma come dimostrato da alcune recenti ricerche, uno sviluppatore normale (ed intendendo con normale un dev più o meno sconosciuto e non supportato dalle grandi case) arriva a guadagnare più con il rilascio della stessa app su Marketplace, che non in App Store. In futuro questo potrebbe portare sempre più sviluppatori su Marketplace, con le conseguenze positive e negative  che tale passaggio comporterebbe. Sarò ripetitivo, ma anche in questo caso, lasciatemi quotare il mio precedente quote: “continuo a preferire iPhone e App Store come piattaforma di gioco, ma questa caratteristiche è certamente a favore dei Windows Phone…

Conclusioni

Se parliamo di quantità, di organizzazione dei contenuti, di frequenza negli update, e di tanti altri piccoli particolari, il mio quote precedente non potrebbe certo valere. Insomma, queste riflessioni, lo capirete in molti, somigliano più a delle provocazioni. E voi, che ne pensate?



Gesture: sono utili o ci complicano la vita?

0

Posted by Enrico Ferro | Posted in iphone, iPod touch e iPad | Posted on 12-11-2011

Tag:, , , , ,

Prendiamo spunto da un articolo recentemente apparso su Gizmodo per proporvi un sondaggio e sapere cosa ne pensate delle “gesture” per iOS. Per offrire maggiore spunto alla discussione, dopo il salto riportiamo in italiano il contenuto del suddetto articolo.

L’articolo originale si intitola “iOS non necessita di altre stupide “gesture”". Di seguito la traduzione.

Quante “gesture” può implementare Apple in iOS? Apparentemente non abbastanza! Queste nuove “gesture”, dettagliate in un recente brevetto, in futuro potrebbero finire nel vostro iPad o iPhone.

La prima “gesture” brevettata è lo “Swipe and Hold”, progettata per consentire agli utenti di navigare in modo più rapido attraverso una serie di foto, invece di dover sfogliare una foto dopo l’altra.

La seconda coinvolge l’uso dell’accelerometro per effettuare una funzione simile, aumentando o diminuendo la velocità di navigazione.

Entrambi i brevetti sembrano concettualmente interessanti, ma in realtà sono semplicemente delle complicazioni ad un sistema di gesture molto semplice e già funzionante. Un sistema che è il segreto principale del successo di iOS, potendo essere di semplice comprensione ed apprendimento per chiunque in pochi secondi.

Non c’è bisogno di complicare le cose. Se Apple continua ad aggiungere gesture a questo semplice sistema di controllo, creerà confusione, come nel caso dello stesso Macintosh e delle rimanenti interfacce grafiche degli altri sistemi operativi.

Il Mac originale, rilasciato nel 1984, era un esempio perfetto di equilibrio tra semplicità e potenza. Tutti lo hanno capito. C’erano ben poche cose da cliccare. Un assortimento di operazioni possibili molto semplice e che funzionava perfettamente.

Man mano che il Mac (e gli stessi PC Windows) sono diventati più avanzati, che la loro capacità di processare files ed informazioni è aumentata, invece di affinare l’interfaccia per renderla più semplice da adoperare per gestire le accresciute informazioni, Apple e gli altri hanno sviluppato nuovi “add-ons” (aggiunte) all’interfaccia utente: “pezze” aggiunte al linguaggio originale.

In teoria queste patches -in modo simile alle “gesture” recentemente brevettate- erano progettate per aumentare la produttività. In pratica aumentavano la produttività di coloro che decidevano di imparare come usarle: i c.d. “power users”. Alla fine, tutte quelle aggiunte all’interfaccia, tutti quei “premi command + questo tasto + click del mouse che aprivano quest’altra cosa” hanno reso i nostri moderni sistemi operativi troppo complessi e difficili per gli utenti comuni. Si è finito con un pasticciare dell’interfaccia grafica che non è più potente, ma più complicata.

Il Mac è diventato molto più complicato di quanto non fosse all’origine. Al contrario, la semplicità di iOS è ciò che ha resto così apprezzati iPhone ed iPad. Non solo per la loro portabilità o per il design, ma anche per la loro semplicità.

Se Apple decidesse di continuare ad inserire “gesture” al linguaggio semplice di iOS, rovinerebbe ciò che ha reso questi dispositivi così di successo. Rovinerebbe la gioia di usare qualcosa che non necessita di alcuna conoscenza, qualcosa che non richiede all’utente di essere un appassionato o un “power user”. Qualcosa che semplicemente funziona.

Dopotutto, ricordiamo che il motto originale di Steve Jobs per il Mac era “La semplicità è la sofisticazione finale”.

L’articolo si conclude con la speranza dell’autore che chi guida adesso la società non perda di vista questo motto.

Cosa ne pensate?



Da MacBook ad iPad un passaggio sempre più frequente?

0

Posted by Cristian Mandelli | Posted in iphone, iPod touch e iPad | Posted on 11-11-2011

Tag:, , , , , , , ,

Da quando il tablet di Cupertino ha fatto ingresso sul mercato è nata una irrefrenabile necessità da parte nostra e non solo, di utilizzare i tablet per migliorare le nostre attività lavorative o, in generale, per svolgere semplici azioni quotidiane.

Alcune delle più frequenti domande che mi sento rivolgere da amici e conoscenti che magari non “bazzicano” particolarmente nel mondo Apple e della tecnologia in generale, sono: “Ma a che cosa ti serve? Che cosa ci fai? Che utilità ha?. Le risposte non tardano ad arrivare e probabilmente dipendono dalle attività che ognuno di noi è solito eseguire.

Basta cercare sulla rete per trovare centinaia di testimonianze circa i benefici che singole persone o addirittura intere aziende hanno trovato nell’introduzione nella loro vita di tali strumenti. Sappiamo quanto Apple e Steve abbiano investito in tale progetto e credo che ci siano delle convinzioni profonde che hanno portato a tale scelta.

Sappiamo, d’altro canto, che si tratta di un passaggio che, in alcuni casi, risulta attualmente impossibile, sia per limiti tecnologici, sia per mancanza di praticità nell’utilizzo di un dispositivo così piccolo. Vogliamo però portare alla vostra attenzione la testimonianza di personaggio non strettamente legato con il mondo dei tablet, ma più con il mondo unix conosciuto come un vero e proprio über-Geek ( oNerd senza stare a puntualizzare) che passa la sua giornata a contatto con migliaia di righe di codice C++ ed altri linguaggi sconosciuti alla maggior parte dell’utenza media.

Mark O’Connor, dopo aver subito una grave perdita di dati causata da VMWare e OS X, ha scelto di abbandonare il proprio MacBook Pro in favore di un iPad ed una macchina remota Linux a noleggio su Linode da utilizzarsi in remoto per condurre il proprio lavoro.

O’Connor si è quindi affidato completamente al dispositivo Apple ed alla “nuvola” per controllare via remoto la macchina, ed in particolare Vim (avanzato text editor molto conosciuto in ambiente linux) il tutto tramite SSH.

Udite udite, la scelta è stata anche favorita da una semplificazione aspramente contestata ad Apple, ovvero dalla mancanza di un vero e proprio File System accessibile all’utente in tutto e per tutto.

E Voi? Avete sostituito il vostro MacBook  con il vostro iPad in qualche attività della vostra giornata lavorativa?

[Fonte - TheAppleLounge]



Buon Compleanno iPod | Riflessioni personali

0

Posted by Luca Gramiccia | Posted in iphone, iPod touch e iPad, Italia | Posted on 22-10-2011

Tag:, , ,


Il 23 Ottobre del 2001 Steve Jobs presentò un dispositivo che avrebbe cambiato letteralmente il nostro modo di ascoltare la musica e che ha dato il via a una luga serie di successi commerciali per la casa di Cupertino.

Naturalmente parliamo di iPod, il papà di tutti gli iDevice, il primo e unico lettore musicale in grado di vendere milioni di pezzi in tutto il mondo. Un successo planetario che è riuscito ad entrare nella quotidianità di moltissime persone diventando il fedele compagno con cui ascoltare musica mentre ci si sposta, oppure mentre si pratica sport, o anche solo per cercare un momento di tranquillità nel caotico vivere di tutti i giorni.

Il primo modello di iPod (quello che vedete nella foto) era un bellissimo “mattoncino” in policarbonato di colore bianco, dotato di un HD da 1,8″ prodotto dalla Toshiba dalla capienza di 5GB e che poteva essere gestito esclusivamente con Mac. Il dock connector ancora non esisteva e allora per collegarlo al Mac si sfruttava una comodissima e anche velocissima presa FireWire che consentiva velocità di trasferimento sorprendenti (almeno per l’epoca).

Per il prezzo tenetevi forte perchè il “nonnetto” costava la bellezza di 1.200.000 Lire (si proprio loro) che riescono a far passare in secondo piano anche i circa 900€ richiesti oggi da Apple per iPhone 4s 64GB. La scatola era qualcosa di spaziale con delle dimensioni più vicine a uno scatolone che alle odierne confenzioni in plastica ultrasottile.

Bisogna dire che una volta le cose si facevano decisamente meglio e all’interno della confezione si trovava praticamente di tutto, anche i CD per installare iTunes. Come potete vedere dalla foto poco sopra era tutto più grande, il caricatore era simile a quello dei Mac odierni, e anche la manualistica era qualcosa di decisamente ingombrante. Quello che i vecchi proprietari di iPod ricorderanno con piacere era la cura per i dettagli che Apple mostrava nel creare le proprie confezioni, io mi ricordo che addirittura venivano inseriti i tappi per i cavi USB/DOCK o come in questo caso per proteggere le estremità del cavo FireWire.

A mio modesto modo di vedere i primi iPod (il primo in particolare) suonavano decisamente meglio di quelli attuali, anche se avevano il limite delle dimensioni ingombranti e del peso eccessivo se confrontato con quelli odierni. Bisogna dire che nel corso degli anni Apple ha saputo cambiare iPod a seconda di come cambiava lo stile di vita dei propri clienti, e proprio per questo ha diviso il prodotto iPod in tantissimi altri sottoprodotti che noi tutti conosciamo bene e che forse hanno decretato la fine del capostipite.

Attualmente gli iPod più “giovani” hanno tolto lustro e vendite al mitico Classic e prodotti come iPod Nano e iPod Touch hanno fagocitato le vendite degli altri iPod (Classic e Shuffle) perchè decisamente più completi e più versatili rispetto gli altri 2.

E a noi vecchi possessori di iPod cosa rimane di questi 10 anni? Personalmente è un pochino che ci penso, e mi sono risposto semplicemente ripensando ai bellissimi momenti che ho passato insieme a uno dei miei iPod, momenti in cui mi sono divertito, momenti in cui ero triste e ho pianto, altri momenti in cui il mondo mi sembrava cadere in testa, ci sono state albe, tramonti, baci, lacrime, passione, noia, apatia, malattia, riflessioni e momenti in cui odiavi tutto e tutti… stranamente, e forse stupidamente, in tutti questi momenti avevo un iPod sempre con me.

Vi lascio con il video del Keynote 2001 in cui Steve Jobs presentava questo fantastico prodotto.


Buon Compleanno iPod, e grazie per tutto quello che hai saputo regalarmi in questi 10 anni.

CIAO Steve… per noi non è un ADDIO… [LE NOSTRE RIFLESSIONI]

0

Posted by NewsWilder | Posted in iphone, iPod touch e iPad | Posted on 06-10-2011

Tag:, , , , , ,

Lo sapevamo. In fondo lo sapevamo che sarebbe potuto succedere presto… ma chissà com’è, ci speravamo tutti che il vecchio Steve guarisse, che sconfiggesse ancora una volta quel brutto male che invece se l’è portato via, lentamente, come un castello di sabbia consumato dalle onde. Stanotte all’ 1:49 mi sono svegliato senza motivo, così come spesso capita a tutti di svegliarsi durante il sonno e magari accorgersi di avere sete, di dover andare in bagno o più semplicemente per risistemare la coperta e dare un bacio a chi ci sta accanto. Ecco, ho aperto gli occhi, ho preso l’iPhone per vedere che ora fosse e quanto mancasse alla sveglia e BOOM, un colpo al cuore leggendo il push di iPhoneItalia con la notizia della morte di Steve. Mi sono guardato intorno e ho sentito il mio piccolo diavoletto respirare (ora ha quasi 9 mesi) e in un attimo mi sono reso conto di quanto sia fragile quel muro che separa chi sta bene ed è felice da chi invece si ammala e muore prematuramente lasciando indietro dolore e tristezza. Oggi Steve non c’è più e anche se il mondo andrà avanti, per molti questo giorno resterà scolpito nei ricordi….e nel cuore.

Quante volte ci siamo chiesti come sarebbe stata la Apple senza Steve, che strade e progetti avrebbe intrapreso senza il suo genio visionario e in quale modo avrebbe superato questa sua nuova assenza, stavolta definitiva. Nessuno ha la risposta, ma tutti hanno una certezza, oggi: Steve Jobs era e sempre sarà l’anima della Apple e l’unico in grado di diventare, ora che è morto, una vera e propria icona senza tempo, nei cuori di tutti coloro che lo hanno imparato a conoscere in questi intensi anni e che ne ammiravano il carisma e il carattere.

Mi piace pensare che fino alla fine lui abbia avuto la certezza di sconfiggere la sua malattia e che la sua testardaggine e la sua voglia di vivere abbiano alimentato la sua speranza di uscire fuori dal tunnel. Questi ultimi 3 anni in cui ha lottato sono stati davvero ricchi di novità e di grandi cambiamenti nel mondo della tecnologia targata Apple e ogni volta che rivedevamo Steve sul palco lo vedevamo peggio della volta prima: sempre più magro, più deperito….ma mai spento, mai rassegnato e sempre con lo stesso identico cuore impavido che lo ha accompagnato per tutta la vita. Ma dev’essere dura, davvero dura sapere di avere dentro un male incurabile, imparare a conviverci per poi tentare di combatterlo, mentre fuori il mondo ti pretende sempre in forma e ti crede invincibile. Ma soprattutto dev’essere spaventoso sapere di dover morire quando si sente l’ingiustizia divina di doverlo fare così presto.

La nostra vita scorre piano quando guardiamo le lancette dei secondi e sbuffiamo di noia e invece schizza via quando ripensiamo ai momenti passati e ci sembra ieri che li stavamo vivendo. Steve sentiva profondamente questo aspetto della vita, questo scorrere inesorabile del tempo che cancella la scia lasciata dai nostri giorni, come il cielo fa con quelle degli aerei….

Nulla è per sempre e il segreto di una vita senza rimpianti è quello di godersela momento per momento, seguendo i propri sogni, la voce dentro che ci dice quando sbagliamo e quando invece abbiamo azzeccato tutto….Questo ha voluto insegnarci Steve con il suo famoso “Siate affamati, siate folli”, un modo per dire che solo chi ruba la vita al tempo potrà viverla fino in fondo senza sprecarla facendo scelte pilotate, vivendo giorni vuoti, portando avanti amori finiti per paura di restare soli…..ecc. Quel Piccolo Principe che è in tutti noi e che vorrebbe non crescere mai dobbiamo portarlo sempre con noi e non sarà mai troppo tardi per avere un sogno e provare a realizzarlo.

Ecco, alla luce di come era Steve e di come ha sempre vissuto la sua vita, come poter capire allora quali siano stati gli ultimi suoi pensieri prima di andarsene…….e quanto male avrà fatto a uno come lui, che la spugna l’ha strizzata fino all’ultima goccia, rendersi conto di aver ancora tanti sogni da realizzare, tanti traguardi da raggiungere, tante sfide da vincere, ma non il tempo per farlo?

Non è bastato voler guarire a tutti costi….non è bastato spendere milioni per farsi curare dai più bravi medici del pianeta…no….la vita ha chiesto il conto il 5 ottobre 2011 a quest’uomo che per tanti è un mito, un guru, un simbolo, ma che in fondo era uno come noi, ne più ne meno di un qualsiasi nostro caro che si è ammalato, ha cercato di combattere, di girare le spalle al male e che alla fine se n’è andato lasciandoci un vuoto enorme. Al destino, a volte, non interessa il portafoglio o quanto conti nella società. Era il suo momento e doveva andare così….

Resta tanto di lui, restano i suoi sorrisi, resta il suo modo, unico al mondo, di raccontare le cose con semplicità, coinvolgendo, affascinando e rapendo letteralmente l’attenzione di chi lo ascoltava. Restano le sue “piccole” invenzioni, quella sua testardaggine che lo portò a scontrarsi col mondo intero quando pretese di cambiare il mondo della musica con l’iPod o quello dei computer con il mouse o le prese USB…..Resta, per chi ha buona memoria, il primo periodo di Apple, quello magico dei mille progetti e di montagne da scalare, quello di un sogno partito da un garage, quello della sua grande amicizia con l’altro mitico Steve, Wozniak, quello della “guerra fredda” con Microsoft , quello dell’esilio forzato dall’azienda che lui stesso aveva fondato e quello della rinascita e del riscatto.

E poi resterà, come non pensarci, l’immenso posto vuoto lì, nel suo ufficio al Campus di Cupertino, sul palco di tutti i Keynote che verranno, il suo telecomandino per scorrere le slides, il suo dolcevita nero, i suoi jeans un po’ consumati, le sue New Balance bianche, gli occhialetti sempre impeccabili, il sorso d’acqua dalla bottiglietta per allungare la suspance prima di un’altra diapositiva, il suo “BOOM” per enfatizzare la stupefacenza di qualche funzione appena provata, la sua maniacale attenzione al dettaglio, le piccole frecciatine ai concorrenti storici e mille altre piccole cose che ognuno di noi, a suo modo, porterà con se di questo grande personaggio che è stato:

STEVE JOBS…

 ”Aveva un sogno……..e quel sogno non è ancora finito”……..nei cuori di tutti coloro che lo hanno stimato questa oggi è l’unica certezza……

CIAO STEVE……RIPOSA IN PACE…….



Tributo a Steve. Chi era e cosa ci ha lasciato – Riflessione

0

Posted by Lorenzo Pierini | Posted in iphone, iPod touch e iPad | Posted on 06-10-2011

Tag:, , , , , , , , , ,

Alle volte sembra difficile trovare le parole giuste per poter meglio rappresentare, descrivere e far conoscere agli altri una persona che ha lasciato in noi un segno indelebile nella sua vita e, stranamente, ma non così tanto come possa apparire, oggi questo mi succede con una persona che non conosco personalmente e che si chiama Steve Jobs, un genio che lascia nella vita di tutti noi tantissime tracce della sua esistenza, rappresentate dalle molteplici e grandi invenzioni su cui mai si è finito di parlare e scrivere e mai si finirà di farlo grazie all’utilizzo pratico e quotidiano di esse.

Pensando a Steve mi vengono in mente principalmente una frase e una riflessione che oggi sembrano calzare a pennello sulla sua figura e sul destino dei grandi personaggi come lui. La prima che mi è venuta in mente è la celebre frase di Moravia al funerale di Pier Paolo Pasolini: “Di poeti ne nascono uno ogni 100 anni“. Ebbene, anche se Steve non è certamente un poeta, è possibile “riadattare” questa famosa citazione ai giorni d’oggi e affermare che di geni della sua portata ce ne vengono regalati talmente raramente che quando abbiamo la fortuna di vivere nello stesso periodo storico è necessario imparare tanto da loro, e lui in questo è stato davvero un maestro formidabile che ci ha insegnato molto a partire dalla sua vita e, subito dopo, da ciò che ci ha lasciato in eredità. Basterebbe infatti leggere la sua biografia sin dall’inizio (cioè dal momento in cui Steve era solo un neonato in cerca di adozione) per avere la sensazione di trovarci di fronte a una trama di un film e per farci comprendere fino in fondo la caparbietà e la fatica che lui ha ha dovuto mettere per arrivare a realizzare quelli che erano all’apparenza solo sogni e visioni e che poi, con il tempo, sono diventate delle vere e proprie invenzioni che tutti noi oggi utilizziamo e di cui non possiamo farne a meno. E (triste casualità!) è proprio grazie a queste sue creazioni che questa mattina sono venuto a conoscenza della sua scomparsa ed è grazie ad esse che ora posso scrivere questo articolo. Questi oggetti, oggi divenuti di uso quotidiano, sono ora qui accanto a me e sono due strumenti di lavoro o divertimento creati dalla sua stessa inventiva e da cui oggi milioni di persone che li possiedono non possono prescindere: il MacBook e l’iPhone, rivoluzioni silenziose che, assieme a tante altre, in punta di piedi, sono entrate nella nostra vita e difficilmente ne usciranno presto.

La mia altra personale riflessione, invece, riguarda il fatto stesso della brevità della vita che ha contraddistinto tutte le più grandi personalità in qualsiasi secolo della storia. Questo purtroppo è stato, fin dalle notte dei tempi, l’infausto destino di coloro che hanno cercato di cambiare la storia e rivoluzionare il mondo attraverso le loro idee. Lo stesso Steve era conscio di questo come dimostra l’indimenticabile discorso tenuto a Stanford nel 2005 davanti ad una platea gremita di universitari in cui ripercorre tutta la sua vita sin dalla nascita, partendo dal desiderio dei suoi genitori naturali di affidarlo ad una famiglia di laureati perché potessero mantenerlo agli studi e fargli frequentare il college abbandonato solo dopo pochi mesi per poter seguire solamente i corsi che più gli interessassero come quello di calligrafia che, per sua stessa ammissione, sembrava all’epoca del tutto inutile rivelandosi però, in seguito, la scelta migliore della sua vita, come da lui stesso affermato, in quanto gli permise, dieci anni dopo, di creare il primo Macintosh, il primo computer dotato di capacità tipografiche evolute da cui poi fecero seguito tutte le altre memorabili sue creazioni. È significante e ammirevole allo stesso tempo, inoltre, il fatto che Steve già sei anni prima della sua morte sapesse, in un certo senso, che il male contro cui stava combattendo lo avrebbe un giorno portato via e che, ciononostante, abbia portato fino all’ultimo avanti il suo sogno: la Apple, azienda nata in un garage di Cupertino e divenuta poi una delle maggiori al mondo nonché il brand più conosciuto nel pianeta. Egli infatti sapeva già all’epoca che il tempo sarebbe stato breve e inesorabile come ricorda la frase di congedo al pubblico di Stanford: “Stay Hungry. Stay Foolish’, siate affamati, siate folli.” Questo è stato il suo messaggio di congedo attraverso il quale invitava tutti noi a non inseguire le convenzioni ma a portare avanti le proprie idee, ed è forse proprio questa sua filosofia di vita che lo renderà per sempre indimenticabile nel cuore di tutti noi e anche ai non appassionati di tecnologia. Con questa breve riflessione ho cercato di “annodare i puntini della sua vita” come dice lui stesso nell’introduzione al discorso di Stanford e, sperando di essere almeno riuscito a trasmettervi ciò che mi ha lasciato, vi ripropongo integralmente questo celebre discorso in video nonché la versione testuale dello stesso tradotta in italiano.

Augurandovi di essere affamati e folli, abbraccio idealmente tutti i familiari di Steve in questo momento di grande sconforto e tristezza.

Ciao Steve!

 



Apple ha presentato solo un 4S. Perchè ci sentiamo così delusi? – Le nostre riflessioni

0

Posted by Luca De Marini | Posted in iphone, iPod touch e iPad | Posted on 05-10-2011

Tag:, , , , , , , , , , , ,

Delusi o non delusi dall’iPhone 4S? Anche lo staff di iPhoneItalia è diviso sulla questione e per questo abbiamo deciso di pubblicare due articoli di riflessione: uno da un blogger “deluso”, l’altro da un blogger non entusiasta, ma comunque assolutamente “non deluso” dall’evento di ieri. E oggi partiamo con la riflessione sulle “delusioni dell’iPhone 4S”. Era prevedibile e, purtroppo, l’avevamo anche pronosticato il giorno prima dell’uscita. Non che ci volesse un genio, con tutti gli indizi sparsi per la rete ci voleva proprio il paraocchi per continuare a sperare in un iPhone 5… soprattutto dopo la conferma di iTunes 10.5 beta 9. Eppure tutti, me compreso, continuavamo a sperare in un iPhone 5. Ma perché tutta questa attesa, in fondo, e come mai Apple ha deluso le nostre aspettative con non mai?

Prima di tutto vorrei specificare che l’ipotesi del nuovo telefono economico era veramente anti-Apple quanto a filosofia. L’ho detto e lo ribadisco e i fatti mi danno ragione: Apple non produrrebbe mai un nuovo iPhone economico. Il modello economico, di volta in volta, diventa semplicemente uno di quelli vecchi. Come è successo ora con iPhone 3Gs.

Come prima cosa vorrei portarvi alcuni commenti che ho trovato salienti riguardo a questo articolo (non c’è il nome per rispetto, chi vuole si può auto-identificare nei commenti a questo articolo) :

Vedrete che esce il 5 !!!! Non temete!
IOS 5 = IPHONE 5
Le stringhe con iphone4s sono solo incrementi di informazioni su iTunes… Vi ricordo che ITUNES 10.5 e’ una BETA 9 ovvero in continuo aggiornamento di file, e informazioni: e domani verrà aggiornata ancora con Iphone 5
Domani avremo 2 modelli uno Entry-level ed uno di Punta… APPLE NON DELUDERA!

Secondo me lo hanno scritto apposta in itunes, così che tutti pensassimo che domani esca il 4s, invcece IOS 5 = iphone 5, stai a vedere!

Risposta: È la stessa cosa che penso io.. Mi sembrerebbe assurdo che sia stato necessario un anno e mezzo per un restyling del 4 e ancora più assurdo che sbadatamente abbiano lasciato informazioni così chiare nella nuova beta di iTunes.. Sicuro esce il 5 e probabilmente anche un 4S!

io non credo che il nuovo iphone sia solo un semplice aggiornamento del 4……
1 anno e 4 mesi per montare un chip A5 e una fotocamera da 8 Mpixel…………….. mi sembra una assurdità…
domani Apple ci sorprenderà in un modo o nell’altro…!
Uno decisamente sibillino e profetico:
perché allora hanno fatto la conferenza il 4 e non il 5? :S
Se fosse iPhone 5 + iOS5+ iTunes 10.5 sarebbe logico anche farlo il 5 (siccome è a Cupertino non ci sia un problema)..tuttavia resta la speranza che uscirà il giorno dopo ;)
Riguardo la concorrenza:
Se davvero hai usato un iPhone fino ad oggi e ti sei sempre trovato bene, se passi al Samsung ti assicuro che torni indietro in fretta, passato l’entusiasmo iniziale perché sono davvero degli ottimi terminali… Ma iPhone IMHO è lassù, ancora non raggiunto dalla concorrenza! :)

Ed ora passiamo alle riflessioni. Più di due anni fa usciva l’iPhone 3Gs, la versione veloce dell’ottimo 3G. Ed usciva puntualissima, verso Luglio, come ogni uscita di iPhone. Poi l’anno scorso uscì l’iPhone 4, un terminale molto potente e con un design nuovo, schermo retina con risoluzione pazzesca, oscilloscopio, fotocamera con flash… una marea di innovazioni interessanti per chi aveva un vecchio 3G, soprattutto, visto che il 3Gs è ancora oggi velocissimo. Gridare alla rivoluzione mi sembrò decisamente esagerato, ma il 4 venne presentato come una grande rivoluzione. Tutto cambia, di nuovo, diceva Apple. A me non sembrò un cambiamento così interessante da giustificare il passaggio da 3Gs a 4.

Questo iPhone 4, a Luglio di quest’anno, non è stato aggiornato. Apple ha disatteso le aspettative e gli impegni impliciti che aveva preso con gli utenti e, durante la conferenza di Luglio, si è limitata a presentare iOS5 ed alcuni nuovi servizi tra i quali iCloud. Rimanemmo tutti con l’amaro in bocca ma i più ottimisti tra noi (anche io ero ottimista a Luglio) pensarono che Apple non avrebbe saltato un anno intero di rilasci di iPhone ma che stesse preparando qualcosa di grosso. E poi si sparse la voce che sarebbe uscito un iPhone a Ottobre. Dopo 15 mesi di attesa, lo abbiamo pensato tutti, sicuramente uscirà qualcosa di veramente rivoluzionario che Apple non aveva fatto in tempo a completare per Luglio. Ecco un commento che mi è rimasto impresso:

quando domani vedrete il 5 con schermo olografico ricordatevi di me…. è per queto che c’è il numero 1 accanto all’icona… da domani sarà tutto nuovamente differente… ;-)
In molti avrebbero giurato che ieri sarebbe stato presentato un device in grado di trasformarsi in un Decepticon, come minimo. Molti altri, però, dicevano: non è normale che esca un 4s, visto che anche il 3G ha avuto una versione s? La mia personale risposta è NO, non è normale per niente. Il 3G è arrivato in un momento in cui venivano in pratica inventate le app dell’AppStore e iOS diventava pesantuccio con la versione 3. In pratica, il 3G non era abbastanza potente per essere un iPhone di tutto rispetto, era un esempio di quello che poteva diventare iPhone. Poi hanno dunque fatto il 3Gs perché il 3G era una sorta di frutto acerbo. Il 3Gs era il telefono perfetto e lo è tutt’ora perché è veloce quanto serve, non rallenta quasi mai, gira giochi e app da paura. Il 4 è stato un telefono ancora più avanti e che ha introdotto una serie di rivoluzioni, ok? Quindi, come il passo da 2G a 3G.

Qui però arriva il bello (brutto): il 3Gs è già di per se in grado di funzionare egregiamente, anche se ormai la pesantezza di certe app si sente e ogni tanto crashano. Ma l’OS di per se è velocissimo. Il 4 è il non plus ultra, mai un rallentamento, app incredibili in HD. Non ha bisogno di sicuro di una versione s perché è già super speedy di per se, non pensate?E questo è uno dei motivi per cui tutto è diverso dalla situazione del 3G e del 3Gs. Poi ci sono anche una serie di differenze importanti dal punto di vista dei numeri, del marketing, dell’immagine. Comincio dalle meno importanti: iPhone 5 con iOS5 il 4 Ottobre? Quindi che senso avrebbe iPhone 4s se iOS è il 5? Poi, il 4 ha dimostrato di avere grandi problemi di antenna. Vogliamo proprio farne una versione s solo per sistemare l’antenna? Si sapeva che il nuovo iPhone avrebbe avuto un processore A5. Quindi iPhone 4? Il numero non torna: questo è il quinto iPhone che Apple da alla luce.

Perché rilasciare un 4s invece che 5? Il 3Gs l’han rilasciato chiamandolo così anche per mettersi a pari coi numeri, si credeva… è tutto sbagliato.Poi arrivano le cose più importanti. A metà anno hanno già rilasciato un nuovo iPhone 4 con antenna leggermente riveduta e corretta, l’han fatto uscire bianco. Era una specie di 4s in pratica, non in quanto a processore e RAM ma con qualche correzione… ma era sempre un iPhone 4, niente di nuovo. A Luglio non hanno rilasciato nulla e tutti ci aspettavamo il 4s o il 5. Ora, se a Luglio avessero rilasciato il 4s nessuno o quasi avrebbe storto il naso. Io ero sicuro fosse il 4s che usciva a Luglio e infatti avevo idea di rimanere nel ciclo degli “s” (possiedo un 3Gs). Ora però sono passati 15 mesi e nessuno aveva saputo nulla. Segreti tenuti come i servizi segreti e tutto per una misera versione “s”.

Devo ammettere che esiste una grossa fetta di utenza iPhone che nemmeno sa usare le app, nemmeno conosce AppStore. Possiede iPhone solo per squallida moda. Questi utenti sono rimasti scioccati perché si aspettavano un 5 per moda. Io e gli altri ci aspettavamo un 5 perché la concorrenza ha ormai raggiunto Apple sotto molti punti di vista (non certo per la qualità di AppStore o l’ottimizzazione di iOS) e, dunque, ci si aspettava che Apple, come spesso ha fatto in passato, mettesse il turbo e saltasse avanti di almeno 5 anni rispetto alla concorrenza con chi sa quale nuova tecnologia. Si, siamo dei sognatori, va bene.

A Luglio non è uscito nessun 4s e nessun 5 e tutti ci aspettavamo un rilascio dalla serissima Apple che non sbaglia mai un colpo ed è sempre coerente e puntuale. Ci han messo un anno e mezzo e nel frattempo hanno ingannato l’attesa distribuendo un iPhone 4 identico a quello precedente ma di colore bianco. L’attesa non è valsa la candela. Sono convinto che Apple rischi davvero grosso per aver fatto attendere così tanto i suoi fedelissimi ed aver rilasciato, poi, un semplice telefono con processore A5 che non sta neppure al passo della concorrenza. Per non parlare del fatto che telefoni come il Galaxy S II costano di meno del 4s, oltre ad essere più potenti sulla carta… e sono stati rilasciati già da un po’.

Dopo la mancata presentazione del 4s / 5 a Luglio, sono certo che moltissimi utenti fossero in attesa non solo eccitata ma anche adirata. Le aspettative erano del tipo: dammi qualcosa di veramente nuovo oppure, questa volta, con me hai chiuso. Ieri, in audio conferenza con i miei colleghi di Spinblog, si respirava tutti questa pesante aria di delusione, anche tra noi. E non dimentichiamo tutti i rumor che si erano creati attorno al presunto iPhone 5! Non parlo degli inutili Concept ma dei rumor che davano per certo uno schermo più grande, design rivoluzionato in stile 3Gs, tasto home piatto e magari capacitivo, spessore sottilissimo (in stile iPod Touch)… ce n’era per tutti i gusti, senza tirare in ballo cose tecnicamente impossibili come lo schermo olografico. E alla fine non si è nemmeno capito per cosa stesse quell’”1″ nell’icona del telefono. Forse era proprio riferito al fatto che ci sarebbe stato un solo iPhone. Dettaglio inutile, Apple non ne rilascerebbe mai due insieme.

Non so voi ma io mi terrò il fido iPhone 3Gs. Funziona ancora benissimo, è veloce e dovrò rinunciare solo a qualche gioco di ultima generazione. Perché il 4s non ha proprio nessuna novità di rilievo a parte il processore e la grafica più potente. Sono tra quelli che credono che per fare le foto e i video ci vuole una macchina fotografica o una videocamera, 8 Megapixel di fotocamera non mi sfiorano neppure. E cosa dire di Siri? Una funzione che in Italia non avremo per un po’ perché Apple ha spiegato che Siri viene considerata una beta e supporta solo Inglese, Tedesco, Francese.

Un’app che esisteva comunque già in AppStore e funzionava benissimo ma che è stata acquistata da Apple apposta per rimuoverla da AppStore e renderla esclusiva di iPhone 4s. Brutta mossa, una vera presa in giro. Anche il 3Gs girava benissimo Siri finché non è stato rimosso da AppStore, vi rendete conto? Con il JailBreak, sicuramente, potrò usare ugualmente Siri non appena uscirà iOS5 (senza dubbio sarà uno di primi tweak a vedere la luce, come fu per il MultiTasking sul 3G) sul mio 3Gs. Ed un software basato su Walfram Alpha (che esiste da anni), sicuramente non è nulla di nuovo, non è farina del sacco di Apple e non è qualcosa che dovrebbe girare solo su iPhone 4s. Persino la borsa ha risentito di questo terremoto iPhone 4s, anche se ora sta recuperando punti.

A onor del vero va detto che iOS vanta una semplicità d’uso ed un velocità superiori di gran lunga a qualunque altro OS concorrente. E non ho menzionato la qualità delle App presenti in AppStore, la varietà, la coerenza grafica ed i giochi. Android Market Place, la copia di AppStore più popolare al momento, non raggiunge neanche lontanamente la qualità ed il numero di app presenti nel vero AppStore. Per i videogiocatori, poi, non c’è dubbio: Android non ha quasi nessun gioco di qualità. Quindi, in sostanza, un iPhone 4s è comunque un ottimo device, visti i miglioramenti hardware, ma resta, secondo me, semplicemente un iPhone 4 con gli steroidi. Vale davvero la pena cambiare? Chi si trova nella fascia degli iPhone s, come me, potrebbe anche farci un pensierino. Ma credo proprio che chi già possiede un iPhone 4, velocissimo e potentissimo, non abbia alcun motivo al mondo per cambiare con un 4s.

Avrebbe comunque senso passare alla concorrenza? Credo ancora di no, non fosse altro che per la comodità di iOS (come interfaccia è troppo più semplice ed evoluto di un classico Android) e, soprattutto, per la quantità e varietà di App nello store di Apple. C’è davvero un’App per tutto, non come in Market Place. E pensare che c’era persino chi aveva costruito modelli fisici di come sarebbe stato l’iPhone 5, c’erano state le famose custodie cinesi (che non avevano nessunissimo valore, perché i Cinesi avrebbero dovuto sapere come doveva essere l’iPhone 5 prima del resto del mondo? Mah…), c’erano voci su voci super garantite. Questo dovrebbe anche insegnarvi un altro adagio: mai e poi mai credere a rumor e concept vari. E domani, non perdetevi l’appuntamento con chi, invece, non è così deluso dall’iPhone 4S…

Voi cosa ne pensate?

 



Folla, cori e isteria alle inaugurazioni degli Apple Store, il Corriere.it paragona Apple ad Aiazzone

0

Posted by Stefano Scavitto | Posted in iphone, iPod touch e iPad | Posted on 01-10-2011

Tag:, , , ,

Fino a qualche anno fa, la presenza di Apple in Italia era limitata a pochi negozi specializzati.  Il primo Apple Store apparve a Roma nel marzo del 2007 e furono coinvolti giornalisti televisivi e della classica carta stampata.Era il primo passo di una grande invasione. Quattro anni dopo gli Apple store italiani sono aumentati e sono a Milano, Bergamo, Torino, Firenze, Bologna, Caserta e Catania. Ad ogni inaugurazione lo scenario non è cambiato: code di affezionati in fila dal giorno prima, grande festa ed euforia da parte dei dipendenti Apple, folle di curiosi, countdown per l’apertura, presenza di giornalisti e blogger a pubblicare in tempo reale foto e video sul web. Ogni inaugurazione sorprende chi di norma non ha molta confidenza con il mondo Apple, desta confusione a chi resta ai margini di questo entusiasmo e si chiede “cosa spinge” tutta questa gente a gioire dinnanzi ad un nuovo negozio in un centro commerciale, che tralaltro è uguale ad un altro e vende gli stessi articoli reperibili altrove.

In questi giorni è stata pubblicata sul corriere.it un’interessante nota, che noi della redazione di Spinblog abbiamo voluto analizzare e condividere con i nostri lettori. L’articolo completo è leggibile qui.



Folla, cori e isteria alle inaugurazioni degli Apple Store: esagerazione?

0

Posted by Stefano Scavitto | Posted in iphone, iPod touch e iPad | Posted on 01-10-2011

Tag:, , , , , ,

Fino a qualche anno fa, la presenza di Apple in Italia era limitata a pochi negozi specializzati.  Il primo Apple Store apparve a Roma nel marzo del 2007 e furono coinvolti giornalisti televisivi e della classica carta stampata.Era il primo passo di una grande invasione. Quattro anni dopo gli Apple store italiani sono aumentati e sono a Milano, Bergamo, Torino, Firenze, Bologna, Caserta e Catania. Ad ogni inaugurazione lo scenario non è cambiato: code di affezionati in fila dal giorno prima, grande festa ed euforia da parte dei dipendenti Apple, folle di curiosi, countdown per l’apertura, presenza di giornalisti e blogger a pubblicare in tempo reale foto e video sul web. Ogni inaugurazione sorprende chi di norma non ha molta confidenza con il mondo Apple, desta confusione a chi resta ai margini di questo entusiasmo e si chiede “cosa spinge” tutta questa gente a gioire dinnanzi ad un nuovo negozio in un centro commerciale, che tralaltro è uguale ad un altro e vende gli stessi articoli reperibili altrove. Si tratta di riflessioni motivate che anche la redazione di Spinblog, seppur con il dovuto interesse, ha commentato ogni volta.

In questi giorni è stata pubblicata sul corriere.it un’interessante nota, che noi della redazione di Spinblog abbiamo voluto analizzare e condividere con i nostri lettori. L’articolo completo è leggibile qui.

 




Internet Explorer 10 ed iOS decretano la fine di Flash?

0

Posted by Cristian Mandelli | Posted in iphone, iPod touch e iPad | Posted on 15-09-2011

Tag:, , , , , , , ,

Sappiamo tutti come Apple non abbia integrato nelle versioni mobile di Safari di iPad ed iPhone alcun tipo di plus-in Flash a causa delle eccessive richieste HW e dei considerevoli consumi che tali plus-in producono. Arriva ora la notizia che anche Internet Explorer 10 seguirà la stessa strada.

La spiegazione è sempre la stessa: maggiore sicurezza, maggiore performance, maggior durata della batteria. Queste sono le motivazioni che hanno spinto Apple e Microsoft, per una volta, a schierarsi dalla stessa parte per cercare di andare oltre l’obsoleto Flash. Saranno entrambi pazzi? probabilmente no…

La versione di Explorer per l’interfaccia Metro, ovvero quella realizzata appositamente per i display touch e quindi per i piccoli dispositivi quali tablet e smartphone, eliminerà completamente il supporto Flash e a qualunque altro tipo di plug-in. Chiusura definitiva quindi da parte di Apple prima e di Microsoft poi.

L’annuncio arriva da Dean Hachamovithch, capo del team di sviluppo di Internet Explorer che, dal suo blog ufficiale (link), ha fatto sapere (guarda un po’) che si farà totale affidamento su HTML5. Microsoft afferma, inoltre, che secondo le sue analisi, il 62% dei siti realizzati in Flash offrono già una versione totalmente Flash Free realizzata con HTML5, quindi perché sviluppare un plug-in?

Insomma, l’ennesima conferma di quanto Steve… si sempre lui… abbia le capacità di anticipare tutto e tutti con mosse spesso volentieri discusse e criticate… ma che immancabilmente si rivelano esatte!

Potremo dire addio (finalmente… almeno per quanto mi riguarda) a Flash? voi che dite?

[Fonte - Macity]